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L’arch. Andrea Girotto - interior designer attivo nella progettazione e realizzazione “chiavi in mano” di interni su misura e nel product design - e Camerotto Edy - artigiano specializzato nella produzione e assemblaggio di mosaici multimateriali – , con brevetto n. TV2011A000085 depositato il 20/06/2011, hanno ideato un materiale da rivestimento costituito da un sandwich trasparente idrofugo, ignifugo, retroilluminabile e prefinito.
ARKdeko’, nello spirito di collaborazione con professionisti altamente qualificati nel campo dell’architettura e della progettazione, quali l’arch. Andrea Girotto , vuole condividere questa nuova soluzione di rivestimento, che apporta elevati vantaggi estetici e funzionali. Vi proponiamo una panoramica del brevetto a seguito della conversazione con l’arch. Girotto.

Arch. Andrea GirottoAndrea, come è nata l’idea di realizzare questo tipo di rivestimento?
La messa a punto del brevetto nasce dalla necessità di produrre un materiale da rivestimento composito, da destinare all’impiego in edilizia e nel settore dell’arredamento, unendo due proprietà: l’esigenza di conferire ai materiali naturali caratteristiche di totale indifferenza all’acqua e l’esigenza di retroilluminare materiali tradizionalmente opachi, in entrambi i casi mantenendo inalterate le caratteristiche estetiche del materiale.

In cosa consiste esattamente?
Il sistema “congela” il materiale (in spessore laminare) all’interno di un sandwich protettivo, esaltandone al contempo la traslucenza. Questo sandwich utilizza diversi materiali oggi presenti sul mercato, tutti noti, accoppiati però mediante un procedimento innovativo studiato per ottenere un materiale stratificato prefinito, commercializzabile e pronto per innumerevoli applicazioni nel campo dell’arredo e dei rivestimenti edilizi in genere (sia per interni che per esterni), utilizzando materiali in spessore laminare incapsulati in un sandwich trasparente, per impiego in ambienti totalmente immersi in acqua, senza che le sue caratteristiche chimico-fisiche ed estetiche ne possano risentire in qualche modo, lasciando inalterato il suo aspetto originale.

Mosaico in resinaLa retroilluminazione dei materiali è una applicazione molto ricercata nel campo dell’arredamento, alcune aziende hanno commercializzato sistemi simili.
Al momento del deposito del brevetto, erano noti alcuni sistemi per incapsulare il materiale in uno strato trasparente, quasi sempre resina. Tra i sistemi già presenti sul mercato ci sono ad esempio i pannelli in resina trasparente della linea “Design Panel”, commercializzati da Avanzini Group; un altro esempio è quello del sandwich di vetro (con resina colorata in mezzo) prodotto e commercializzato da Ceram-Glass Tiles: tale prodotto presenta il limite di venire tagliato dopo l’accoppiamento, lasciando lo spigolo vivo del vetro (non potendo passare per ricottura pena la perdita per combustione / sublimazione / fusione del materiale interposto), con evidenti problemi di finitura. Per quanto riguarda la retroilluminazione (in particolare di alcuni tipi di legno) è noto l’esempio del pannello “Leikos” di Menotti Specchia, che impiega l’impiallaccio di legno incollato su lastra di vetro (in questo caso il legno è esposto agli elementi, quindi vulnerabile), il tutto assemblato in un pannello (light-box) di dimensioni prefissate, dunque poco versatile, applicabile a parete e/o a soffitto: un prodotto così industrializzato è caratterizzato da limiti dimensionali e di prezzo strettamente legati alle quantità producibili e industrializzabili, limite che si intende superato con il sistema brevettato, più flessibile e indifferente alle quantità impiegate/prodotte (visto il processo semiartigianale, la quantità prodotta non riesce ad abbattere il prezzo di produzione). Per quanto riguarda l’impiego di composti/amalgami inerti, come la resina industriale trasparente o traslucente, vi sono esempi nel settore degli interni e dell’arredo, ma sempre e solo per colata in loco su altri materiali (tessuti, pietrisco, frammenti di legno, foglie, fibre vegetali, ecc.), e sempre su supporto appositamente predisposto (pavimento, parete, mobilio, ecc.).

Mosaico in resinaQuali sono dunque i vantaggi del vostro sistema?
Il brevetto propone un sistema “pronto-uso” indipendente dalle condizioni del luogo e dalla predisposizione della superficie; un prodotto, quindi, industrializzabile e commercializzabile. Ai fini della posa, significa che il materiale composito da rivestimento si caratterizza per essere e immediatamente applicabile senza dover ricorrere a colate di composto resinoso sul posto e/o a predisporne il supporto. La geometria è variabile a seconda delle esigenze, potendo così ottenere diversi formati: grande (pannello), medio (piastrella), piccolo (tessera da mosaico).
Il materiale consta di tre strati, dove lo strato interposto di materiale in spessore laminare viene “incapsulato” contro il vetro grazie alla resina, dando origine ad un materiale composito trasparente o traslucente, inerte all’acqua e non attaccabile direttamente dal fuoco. Rispetto alle produzioni conosciute si va quindi oltre gli accoppiamenti “bi-strato” attualmente noti (“materiale incollato su vetro”, e “materiale annegato nella resina trasparente”), unendo i due “bistrati” in un unico sandwich “tri-strato” dalle caratteristiche prefinite. Il sistema che abbiamo brevettato offre anche il vantaggio di non dover tagliare il sandwich dopo l’accoppiamento (come accade ad es. in Ceram-Glass Tiles), venendo eseguito direttamente su formato richiesto (procedimento cosiddetto “a freddo”). Ciò permette di evitare il rischio di strappo (durante il taglio) del materiale laminare e di passare per la ri-cottura del vetro per ottenere spigoli perfettamente smussati.

Mosaico in resinaChe ruolo svolge la resina nel sistema?
La scelta dell’amalgama resinoso per lo strato inferiore (anziché utilizzare un semplice sandwich di vetro ambo i lati) è dettata dalla necessità di ottenere un pacchetto perfettamente coeso e monolitico, e dalla necessità di coprire sia i grandi formati (es.: pannelli), che i medi (es.: mattonelle, piastrelle), che i piccoli (es.: mosaico), nonché di sfruttare le proprietà di autolivellamento del composto. L’innovazione sta nell’aver trovato il modo di unire i tre strati di materiali noti in un prodotto finito ed indifferente all’azione di sostanze e fenomeni fisici aggressivi, grazie all’utilizzo di un amalgama inerte all’acqua e al fuoco. “Inerzia all’acqua”, significa che lo strato interno di materiale laminare non ne viene proprio intaccato, essendo completamente incapsulato (e impregnato) dal composto resinoso che vi viene colato sopra (uno strato sottile viene a trovarsi anche a contatto con il vetro, per garantire la perfetta coesione). Possiamo quindi affermare che il materiale in questione è senza ombra di dubbio idrofugo (per immersione totale e prolungata nel tempo).
Nel momento in cui il materiale viene applicato ad un supporto anch’esso inerte, esso viene a trovarsi in totale assenza di qualsivoglia “effetto camino” (passaggio d’aria tra lo strato resinoso e il supporto definitivo), come prescritto dalla normativa vigente: si può pertanto affermare che, una volta posato, il materiale è ignifugo, ovvero inerte al fuoco.

Retroilluminazione mosaico in resinaA proposito della retroilluminazione…
La retroilluminazione permette di esaltare le caratteristiche di traslucenza insite nel materiale laminare in esso incapsulato; a differenza di quanto visto finora, però, il nostro sistema permette di svincolarsi dalla classica architettura del “light box”, fornendo un rivestimento già finito ed utilizzabile, direttamente retroilluminabile da fonte naturale o artificiale.

L’applicazione del mosaico offre una versatilità senza paragoni, rispetto ai tradizionali pannelli retroilluminati.
Nell’applicazione a moduli di piccole dimensioni come il mosaico, questo sistema di rivestimento consente l’adattamento a superfici complesse articolate nelle tre dimensioni, senza limiti di sorta: piani lavabo, piatti doccia, pareti, lampade, mobili, boiserie, vetrate policrome.
Il mosaico realizzato mediante tale sistema innovativo merita una importante precisazione: normalmente le tessere di mosaico in pasta vitrea sono caratterizzate da una spigolatura particolarmente morbida e smussata (per ovvi motivi di sicurezza e per un particolare effetto di morbidezza al tatto): tale smusso viene tradizionalmente ottenuto per ricottura delle tessere una volta tagliate dalla lastra di vetro “madre”. Attualmente, nei casi in cui alle tessere in vetro vengono accoppiati materiali in strato laminare (es: foglia d’oro), queste vengono commercializzate con lo spigolo vivo, in quanto una ricottura causerebbe inevitabilmente la distruzione del materiale laminare: la fusione (nel caso dei metalli), la combustione (nel caso di materiali e fibre vegetali), o la riduzione/sublimazione (nel caso di materie plastiche). Il sistema che proponiamo permette invece di superare anche questo limite, permettendo di ottenere una tessera in vetro perfettamente smussato con all’interno qualunque tipo di materiale in strato laminare perfettamente integro.

E’ con entusiasmo ed energia che ARKdeko’ promuove la realizzazione di rivestimenti secondo il sistema brevettato dall’arch. Andrea Girotto e il Sig. Camerotto Edy, che ringraziamo per la collaborazione e la partecipazione attiva alle iniziative di comunicazione e promozione aziendale. Per maggiori informazioni sulla tipologia di rivestimento e preventivi, non esitate a contattarci.

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