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1ª regola: valutazione e preparazione del fondo di posa

La non riuscita di un pavimento in resina deriva soprattutto da una non corretta preparazione del supporto e da una errata valutazione del sottofondo di posa.
La preparazione del supporto ha una importanza fondamentale. Spesso capita di imbattersi in pavimenti in resina soggetti a esfoliazione o distacchi localizzati dal sottofondo. La causa, nella maggior parte dei casi, è da imputare ad una totale mancanza di preparazione del sottofondo o ad una valutazione superficiale delle caratteristiche chimiche e fisiche del supporto.
Nella normalità dei casi la preparazione del supporto  prima della posa di una pavimentazione in resina ha lo scopo di creare la ruvidità necessaria ad un migliore ancoraggio fisico del rivestimento, e chimico, attraverso la funzione impregnante e primerizzante di alcune resine epossidiche specifiche per fondi di posa.
Tuttavia, per la maggiore, è necessario provvedere ad interventi di rimozione, pulizia e ripristino, delle pavimentazioni esistenti o di massetti ammalorati, nella gestione dei quali devono necessariamente essere impiegate macchine e tecniche specifiche.

2ª regola: saldo ancoraggio al supporto

La preparazione del fondo di posa è una operazione imprescindibile per la realizzazione di un buon pavimento in resina. Carenze chimiche del formulato possono compromettere l’adesione del rivestimento causandone il distacco. Tutti i buoni applicatori lo sanno, dopo aver correttamente verificato lo stato del supporto ed effettuato le opportune operazioni di preparazione, la prima operazione fondamentale è impregnare lo strato superficiale del supporto mediante un primer epossidico che ha la capacità di penetrare attraverso le porosità e di fissarsi in esse. Applicato sul supporto il primer conferisce proprietà antipolvere idro/oleorepellenti, promotozione dell'adesione ai passaggi successivi.

3ª regola: corretta scelta del ciclo resinoso

E’ giusto ritenere che la durata di un sistema resinoso sia fortemente influenzata dallo spessore, ma è altrettanto vero che essa sia funzione anche della natura e consistenza del supporto, delle condizioni di utilizzazione e di traffico, della presenza o meno di agenti aggressivi, della corrispondenza tra ciò che si prevedeva fossero le condizioni di impiego e l’utilizzo reale del rivestimento ed ultimo, ma non meno importante, le possibili cause di degrado del sottostante supporto.
Può benissimo accadere che un rivestimento con spessore finale più alto, rispetto a un altro, possa poi avere una  “vita”  più breve. Ciò può avvenire perché nel progettarlo non si e tenuto conto di tutte le esigenze prestazionali necessarie, trascurandone alcune, ad esempio le sollecitazioni che il sistema doveva sopportare durante l’uso, l’interazione tra supporto e rivestimento e le condizioni ambientali, avendone privilegiato altre, più apprezzate al momento della scelta dei lavori, ma meno determinanti ai fini della durata, come: l’aspetto estetico, il prezzo, un minor tempo esecutivo a discapito di particolari importanti per la durata: superficialità nella preparazione del supporto o degli strati intermedi, mancato rispetto dei tempi di sovrapposizione degli strati, ecc..

La maggior parte delle problematiche post-applicazione deriva da una non corretta valutazione del ciclo da adottare e da una superficiale preparazione del ciclo stesso. Il rivestimento di stacca? presenta bolle? si graffia? non è pulibile? il colore del pavimento è cambiato nel tempo? La corretta scelta del ciclo resinoso, la perfetta realizzazione, l’adeguata manutenzione, sono gli elementi primari per ottimizzare la durata nel tempo di una pavimentazione in resina.

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